Ho incontrato Aldo, per la prima volta, in un congresso di oncologia. Dopo alcune relazioni di dotti scienziati che riferivano in tono monocorde le meraviglie della medicina che trionfa, fu data la parola a un ingegnere, presidente dell’associazione Bianco Airone Pazienti onlus. Esordì pacatamente: “Sono un paziente DOC…”. Poi, mentre raccontava, iniziò ad animarsi, a muoversi, il suo tono di voce variava, aumentava, incalzava. Le sue immagini, proiettate sul grande schermo, erano provocatorie.
Convincente l’ingegnere! Non si trattava di un paziente che raccontava la sua battaglia, ma di un malato che raccoglieva le pene di tutti quelli come lui e che chiedeva (pretendeva) di stare insieme agli operatori, per lavorare alla pari su obiettivi comuni.

Caro Aldo, come promesso, continueremo il tuo lavoro.

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