Green Oncology

Green Oncology:

i dieci comportamenti saggi per un'oncologia più sostenibile

Il gruppo di lavoro Green Oncology operante all'interno del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) ha elaborato una "top ten" di Comportamenti Saggi che prende avvio dal "Manifesto della Green Oncology" presentato durante l'ultimo Congresso Nazionale CIPOMO tenutosi nel maggio 2012 a Cosenza. (Questa parte la inseriamo anche nel box di home relativo)

I Comportamenti non vogliono essere comandamenti o precetti; nascono dall'esperienza maturata sul campo. Per i primari oncologi medici occorre operare attraverso la condivisione di scelte etico-manageriali sobrie in cui - accanto ai tradizionali criteri di qualità (efficacy e effectiveness) - si contemplano anche quelli di appropriatezza, equità, vivibilità, sostenibilità economica, criteri culturali, ambientali e psico-sociali.

I DIECI COMPORTAMENTI SAGGI:
1- Nei pazienti affetti da tumori solidi con PS compromesso (PS 3-4) o in progressione dopo 2-3 linee terapeutiche, privilegiare le cure palliative
2- Pur tenendo presente la specificità di ciascun approccio terapeutico per le diverse neoplasie, privilegiare in terza linea la monochemioterapia, quando non previsto diversamente dalle Linee Guida
3- Ridurre l'impiego di tecniche di imaging in pazienti anziani o in IV stadio, in quanto esame costoso, tossico e di non dimostrato vantaggio sulla sopravvivenza, fatto salvo quando l'esame stesso sia ritenuto realmente dirimente per una eventuale nuova scelta terapeutica
4- Biosimilari: Ricorrere ai farmaci biosimilari nei casi in cui esiste evidenza di equivalenza di efficacia e tossicitàcome nel caso dei fattori di crescita leucocitaria
5- Nel paziente con malattia metastatica sostituire l'impiego di fattori di crescita leucocitaria con la riduzione di dose di citostatico
6- Contenere le prescrizioni off-label, costose e spesso non evidence-based, attenersi rigorosamente alle nome regolatorie per gli antitumorali, richiedere scrupolosamente i test di biologia molecolare predittivi di risposta, sfruttare tutte le possibilità di rimborso possibili ("cost sharing","risk-sharing", " payment by results"), e accorpare nello stesso giorno pazienti che devono essere trattati con il medesimo farmaco ("drug day therapy")
7- Istituire un MDT (multidisciplinary team), che operi all'interno di un accreditato Percorso Diagnostico- Terapeutico Assistenziale (PDTA) e condivida con il paziente le scelte più opportune
8- Non esiste indicazione per richiedere markers tumorali in un setting diagnostico, preventivo (diagnosi precoce), di stadiazione. Possono avere, non sempre, un ruolo nel follow-up secondo le Linee Guida
9- Offrire il setting organizzativo-assistenziale (ambulatorio, DH, degenza ordinaria, Hospice,ecc.) più appropriato per il paziente, salvaguardando la continuità assistenziale e privilegiando le terapie per via orale, la deospedalizzazione e le cure domiciliari
10- Proporre programmi appropriati di Follow-up ai pazienti operati con buona prognosi. Follow-up più aggressivi di quanto previsto dalle Linee Guida non trovano indicazione.

(Fonte CIPOMO)

Fare di più non significa fare meglio
Le cinque pratiche a rischio d’inappropriatezza di cui medici e pazienti dovrebbero parlare
Collegio Italiano Primari di Oncologia Medica – Green Oncology

Per informazioni: http://www.cipomo.it